Chi siamo

Contatti: quellidelbeachtennis@gmail.com

Dopo numerose insistenze da parte dei componenti del gruppo, ho il piacere di comunicare che è stata istituita una casella di posta elettronica: quellidelbeachtennis@gmail.com

Il Presidente, da buon postino, si preoccuperà di smistare le mail ai legittimi destinatari.

Il presidente

Riveste indegnamente questo ruolo, anche perchè, all'interno del gruppo, è l'unico a conoscere la consecutio temporum. Purtroppo il livello è quello che è. Insostituibile. 

Il tesoriere

Portato per i conti e la riscossione dei crediti, è il vero motore del gruppo.

Prenota, sprenota, telefona, convoca, accoppia, organizza, fa, dice e sempre dice. A Nico non lo fai fesso. Prende regolarmente lezioni ed ha imparato a schiacciare e a battere come si deve. Andrà lontano. Ci darà tante soddisfazioni.

Il fondatore

Nel lontano aprile 2012, all'allora romano Fabio venne la brillante idea di coinvolgerci in questa nuova avventura sportiva. Budget risicatissimo: 50 Euro, si decise di spendere a testa. Non l'avesse mai fatto. Adesso gli acquisti del gruppo in materiale tecnico e racchette sfiorano l'1% del PIL italiano. Ironia della sorte, da trascinatore, si trasforma in trascinato, a causa di un fastidioso infortunio: praticamente ha scoperto alla veneranda età di 40 anni di non avere (forse mai avuto) il legamento crociato ad una gamba. Quisquilie. Inforca il suo tutore e via.

Inossidabile.

Fornelli

E' un mistero del beach tennis.

Non corre, non si allena, non ha mai preso lezioni... fondamentalmente non sa giocare. Eppure ha un tocco di palla paragonabile ai pongisti cinesi.

In effetti brandeggia la racchetta come se stesse giocando a ping pong.

Quando è in giornata di grazia non ce n'è per nessuno. Quando non lo è, sbonna.

E sbonna.

Il rompicoglioni

Da quando è diventato padre, anzi, per meglio dire, da quando la moglie è diventata madre, è stato colpito da una forma cronica di iperattività e presenzialismo molesto. E' onnipresente e, a causa di un lessico stentato, retaggio di origini grottagliesi, spesso si esprime con un idioma per noi umani incomprensibile. Se vi dovesse mai servire una persona per rimpiazzare un vostro amico che all'ultimo ha dato forfait, lui è la persona giusta. "Cavolo, Abelardo si è ammalato proprio il giorno prima di partire per una missione umanitaria in Cambogia per 3 anni...". Nessun problema, chiamate Vincenzo, anzi, affacciatevi che Vincenzo è già giù con le valigie pronte.

Il biondo

Figura enigmatica di tutta la compagine.

E' perennemente impegnato. Arriva all'ultimo momento. Non conferma mai la sua presenza se non 3 minuti prima... Nessuno lo ha mai visto farsi una doccia dopo una partita: per via degli impegni, starete pensando... Pensatelo pure...

 

L'anziano

E' sicuramente il più vecchio del gruppo.

Per via della notevole differenza di età con il resto del gruppo, è nostro preciso compito di agevolarlo sempre nelle partite. La sua convinzione di mediocre (e a sprazzi anche buono) giocatore di beach tennis ci inorgoglisce, perchè siamo consapevoli di riuscire nel nostro intento.

Il farmacista

Come ogni gruppo, anche il nostro è votato all'aiuto di persone con problemi. E in questo, ci dà tante soddisfazioni.

Anche il suo lavoro, ironia della sorte, non lo aiuta tanto, dal momento che è facile sorprenderlo mentre è nel bel mezzo del corso pratico di inserimento delle supposte con la tecnica del risucchio ad uno stuolo di arzilli pensionati.

Il fuorisede

E' di Bari, ma nessuno in questo mondo è perfetto.

Sa farsi perdonare grazie alla sua disponibilità che rasenta l'imbarazzo: è una garanzia.

Lo chiami, lui si mette in macchina e viene. Fa il suo dovere. Riprende la macchina e torna a casa. Il tutto in tre ore nette.

Commuovente.

L'oriundo

In realtà non gioca. Forse perchè nessuno glielo ha mai chiesto. Diciamo che la sua presenza è necessaria. Dà morale. Non vive tra di noi ma è come noi. E poi un tarantino a Londra è sempre motivo di vanto. Per tutti è il Notaio in Londra, che, sornione, guarda dall'alto le umane vicende di noi giocatori.

Pennello

Le notizie scarne sul suo passato di giocatore non consentono di averne un quadro preciso.

Si dice che siano in pochi al mondo a guidare la vespa come lui... e questo per noi di ...quelli del beach... è più che sufficiente.

Si dice che non abbia neanche la racchetta da beach... perchè non ne ha bisogno!

Abile e arruolato.

Pupo

A prima vista sembra un avanzo di galera. Poi si presenta millantando una parentela con il Rompicoglioni (si spaccia quale sedicente cognato, anche se non ne va esattamente fiero) e tutto diventa chiaro. Posto che è impossibile che i genitori di Anastasia, visto il risultato del primogenito (il Rompicoglioni per l'appunto!) abbiamo voluto perseverare nell'errore, mettendo al mondo una secondogenita, quand'anche fosse, hanno dovuto trovare un tizio per impalmarla, l'hanno ovviamente pagato, quasi sicuramente drogato e annichilito nello spirito e nel corpo... Signore e signori ecco a voi Pupo! Un relitto umano, vittima del sistema dei matrimoni combinati!

Francesco il sosia di se stesso

Per via della sua (vaghissima) somiglianza col Presidente (con cui condivide a nostro avviso solo la tonalità cromatica della folta chioma), è stato soprannominato suo gemello. Solo l'intervento del Presidente, ha ristabilito giustizia, assegnandogli il corretto soprannome. È una delle tante creature dell'istruttore-talent scout Lupus...e la scoperta è degna di X Factor, anzi... di Beach Factor!

Checco "Bradford" Burano

Checco Bradford, quando si muove, lo fa con tutta la stirpe a seguito. Per non dimenticarsi qualche parente, addirittura se ne è tatuata la lista. Il fatto è che, essendo magro, la pelle a disposizione è finita subito ed ha dovuto ripiegare su parti del corpo meno "in vista", su cui, dicono, spicchi il nome di Vincenzo Anastasia, ma quando è "a riposo" si legge: Vinasia... Mah! Il sedicente cugino del Rompicoglioni è entrato da poco, ma buon sangue non mente: ha già all'attivo decine e decine di messaggi assolutamente inutili nella chat di quelli del beach... Sentivamo la mancanza di un altro poppito? Forse si, dal momento che nonostante le pregiudizievoli origini gruttagghiesi, si fa voler bene.

Lupus

In realtà non fa parte del gruppo, ma ne è uno dei principali artefici, dal momento che quasi la metà dei partecipanti si è avvalso dei suoi servigi. È l'istruttore per antonomasia: calmo, paziente, metodico e preciso. A volte ci domandiamo quale preparazione Zen sia necessaria per impartire lezioni a chi è smaccatamente inabile e incompatibile con questo sport. Il biblico Giobbe a confronto sembrerebbe un insofferente ansioso. Il suo masochismo lo spinge a sostenere sedute di allenamento anche con due partecipanti... contemporaneamente! Eroico? Visionario? Mitomane? Forse, ma per tutti è Lupus, e questo è ciò che conta.

Quote rosa

Apriamo una piccola parentesi sulla presenza femminile nel gruppo. Al di là di facili battute ironiche (sulla presenza già acclarata di estrogeni tra i partecipanti), le donne, anagraficamente parlando, svolgono un ruolo fondamentale per la sussistenza stessa del gruppo: sopportano. Sopportano le lunghe assenze dei mariti/compagni, le sere in cui gli stessi avevano promesso di appendere quel quadro o di aggiustare lo sciacquone, perché devono dare una lezione allo sfidante di turno. Sopportano la frenesia che caratterizza l'organizzazione di una partita (...e sì perché mettere d'accordo 4 persone non è cosa da tutti: ci vogliono doti di diplomazia e di accomodante accondiscendenza): telefonate, conferme, smentite, contro conferme, contro smentite; c'è chi non regge la tensione e si va a costituite presso la prima stazione utile dei Carabinieri ... e il bello è che dopo tutto ne manca sempre uno!!! Sopportano la patetica sceneggiata di quando i loro compagni, con la tristezza dipinta ad arte sul volto, ma con la contentezza artatamente e sapientemente celata nel cuore, si congedano da casa per andare a giocare... quasi dovessero partire per una missione suicida in Afghanistan del tipo: "è un lavoro sporco ma qualcuno deve pur farlo". Sopportano il tanfo micidiale prodotto da quelle bombe ecologiche che rispondono al nome di borsoni da  beach tennis, i quali gelosamente custodiscono, a volte anche per giorni, indumenti in avanzato stato di decomposizione. Sopportano le lamentazioni puerili al limite della dignità del giorno dopo dei loro compagni, quando il fisico ricorda loro l'età anagrafica e non quella mentale. Sopportano la regressione mentale degli stessi, quando compiaciuti si incantano inebetiti di fronte allo schermo del computer, solo perché si parla di loro su internet (solo in questo sito, per la verità). Sopportano il broncio di chi perde (ma sempre per colpa del compagno di gioco) così come l'ingiustificata iper-eccitazione di chi il fato (perché solo di fortuna di deve parlare, visto il livello) ha voluto far vincere (e in questo caso il merito è solo il proprio). Sopportano il continuo vibrare (nella migliore delle ipotesi, perché sennò sono trilli e suonerie moleste!) del telefonino, segnale che è arrivata la risposta all'insulto formulato pochi nano-secondi prima su whattsapp, alla quale bisogna subito contro rispondere...  Sopportano insomma un mondo fatto di astrazione dei pensieri, di assenza totale di pudore, contegno e sobrietà, di mistificazione della realtà  e di amplificazione dei propri difetti volutamente esposti al pubblico ludibrio. Ma questo è il mondo di quelli del beach e crediamo che in cuor loro, ne vanno anche fiere, le nostre "sopporters" !!!